Scott Karp ha raccontato e spiegato, dopo alcune letture e considerazioni che l’avrebbero largamente ispirato, i motivi per cui ogni giornalista della carta stampata dovrebbe prendere confidenza con le dinamiche del web 2.0 e del blogging.

La differenza fra la carta stampata e la pubblicazione su blog, secondo Scott Karp, sarebbe prima di tutto questa: la stampa viene distribuita attraverso un processo lineare, il blogging si sviluppa attraverso un processo dinamico e non lineare. Vicende come quella di Beppe Grillo, ed evoluzioni sociali che si radicano sulla distribuzione di contenuti e informazioni sul web, mostrano come pian piano la carta stampata sia stata coinvolta in un processo nel quale rientra in modo completo ma esterno. La casta dei giornali della quale si parla, in qualche modo, continuerà a lungo ad essere una conseguenza indiretta dello sviluppo del web. Il potere esiste. Il potere sottomette e strumentalizza l’elemento più debole e, per così dire, strumentalizzabile tra i media che lo circondano. Tra il web e la carta, è semplice, è facilissimo individuare chi avrebbe vinto.

Più crescerà la diffusione dei contenuti sul web, più si svilupperà la loro qualità e distribuzione, più la casta correrà al riparo, più i giornali diventeranno strumento di difesa del potere, perderanno progressivamente la loro capacità critica e la loro libertà. Questo è quello che penso. A questo ho pensato mentre leggevo il post di Scott Karp, che ci dice, in merito alla dinamicità del blogging in contrasto alla staticità del processo di distribuzione della carta:

1. Il post appare su una pagina leggibile da chiunque sul web.

2. Il post raggiunge i lettori attraverso i feed rss.

3. Il post ottiene link da altri blog e da altri siti web.

4. Il post viene inserito tra i preferiti nei siti di bookmarking condivisibile.

5. Il post viene condiviso in network di comunicazione come Facebook.

6. Il post viene spedito via e-mail.

7. Il post viene indicizzato nei motori di ricerca e comincia ad apparire nei risultati.

8. I lettori commentano il post incoraggiandone la distribuzione e la condivisone, e arricchendone i contenuti.


Traduco molto liberamente un passo tratto da un altro interessante contributo di Scott Karp:

Ho sostenuto che un blog è semplicemente un sistema per la gestione dei contenuti, che può essere utilizzato per fare del giornalismo o qualunque altra cosa. Ma da un punto di vista pratico, le convenzioni del blogging - ad esempio la pubblicazione istantanea, il tono da conversazione, l’espressione delle opinioni, il sistema dei link - significano che un blog nelle mani di un giornalista non porterà, e non dovrebbe portare, alla stesura di un tradizionale articolo da carta stampata. Detto questo, non voglio indicare una scelta giornalistica tra il formato del blog e quello della carta stampata. Ritengo che, attraverso una combinazione dei due, i risultati sarebbero più potenti del primo e del secondo singolo formato.

Poi un motto:

The only way for journalists to “get” the web

is to use the web.

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